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OPINIONI
Podismo di Capitanata: Opinioni
di Massimo Marano
22 Luglio 2011

Negli ultimi giorni ho letto interessanti prese di posizione su argomenti molto delicati che mi stanno a cuore come atleta, come dirigente di società ma, soprattutto, come persona molto legata a questa nostra terra.

Ho letto con molto interesse lo sfogo di Pasquale Giuliani del 12 luglio. Sincero, appassionato. Probabilmente ha ragione quando parla di regole che si applicano a convenienza, per amicizia, in base all'interlocutore del momento e non come criterio regolatore valido per tutti.

Non condivido però il suo pessimismo sul Corrimagnacapitanata: in questi anni le gare nel Subappennino (Pietra Montecorvino, S. Agata) hanno sempre avuto un numero di partecipanti ridotto rispetto alle altre. La loro collocazione geografica li penalizza. Se poi aggiungiamo, per le ultime due tappe di Cerignola e S. Agata, scelte sciagurate, i pomeriggi di domenica 26 giugno e domenica 10 luglio, domeniche di grande affollamento sulle nostre spiagge, allora il flop è assicurato. Poiché a fare queste scelte sono stati due esperti e abili organizzatori, come Pasquale Giuliani e Luigi Mansi, la cosa è per me davvero inspiegabile.

D'altronde, caro Pasquale, la tua invidiabile creatura della Maratona del Gargano ha fatto numeri considerevoli, pur distribuiti tra più gare, perché, ne sono convinto, hai scelto un sabato pomeriggio. Spero che, tu e Luigi Mansi, ne teniate conto il prossimo anno.

Piuttosto il pericolo che vedo è nella creazione di un circuito parallelo al Corrimagnacapitanata. Mi chiedo e chiedo agli ideatori: c'era proprio la necessità di creare il “Gargano da correre”? C'era proprio la necessità di creare una lacerazione in un movimento podistico provinciale che non ha di per sé grandi numeri? Io credo proprio di no. Se è vero che l'unione fa' la forza, allora è vero anche il contrario: la disunione ci rende tutti più deboli, nessuno escluso.

Veniamo alla gara di Amendola e ai suoi numerosi risvolti. Lamenti, Pasquale, che si sia avallata questa gara danneggiando quella di S. Agata. Io credo invece che nessuno abbia avallato nulla: non era una gara Fidal quindi nessuno l'ha approvata. Onofrio, ringraziarlo per quanto si è speso in questi anni non è mai troppo, ha pubblicato la notizia di un evento sportivo, proprio come fanno tutte le principali riviste di corsa che non chiedono agli organizzatori se la loro gara abbia o meno il timbro Fidal.

E' vero altrettanto che, come organizzatore di una gara omologata Fidal, avevi il diritto di essere tutelato dai vertici della Fidal provinciale che doveva pesantemente intervenire e diffidare i tesserati Fidal masters dal partecipare alla gara di Amendola, pena sanzioni disciplinari nei loro confronti.

Spettava al presidente provinciale e ai consiglieri in carica vigilare che si rispettassero le norme federali in merito. E' avvenuto tutto questo? Qualcuno ha notizia che ci sia stato un deciso intervento federale prima, durante o dopo la gara di Amendola?

Nell'ultima frase lanci una provocazione e un consiglio agli organizzatori: non pagate la tassa di omologazione Fidal ma organizzatela sotto lo stemma della Uisp.

Qui veniamo all'ultimo scottante argomento a cui, in parte, ho già risposto: una gara promossa da una società iscritta a un Ente di promozione sportiva può avere tra i suoi partecipanti anche i tesserati Fidal? A questa domanda occorre dare risposte precise, tratte da documenti ufficiali.

 

Il primo a intervenire in proposito è Giovanni Cotugno. Giovanni parla di anarchia totale (forse per autoassolversi?) e cita alcune situazioni. Società che non si affiliano alla Fidal: è vero, noi siamo iscritti all'Ente Libertas ma dov'è il reato se la Fidal quasi sempre ci permette di gareggiare alle sue gare? Parla di visite mediche irregolari: se conosci situazioni reali denunciale altrimenti sono parole inutili. Parla ancora di società che organizzano eventi senza rispettare le competenze territoriali: caro Giovanni, ci siamo incontrati a maggio alla maratona di Praga; lo sai che questa maratona è nata grazie agli organizzatori della Stramilano che hanno esportato a Praga le loro capacità organizzative sotto la supervisione del campione olimpico Gelindo Bordin? Come vedi le competenze territoriali è un'espressione che non ha molto senso a migliaia di km di distanza, figuriamoci se può valere per chi (ti riferisci a Pasquale Giuliani?), si offre di organizzare una gara nella stessa provincia.

 

Pasquale Artuso prova a documentarsi prima di rispondere e bisogna rendergli merito per questo. Però si affida alla convenzione Uisp-Fidal del giugno '05, anzi a una interpretazione autentica risalente al dicembre '05 che permette ai tesserati Fidal di partecipare a gare podistiche omologate dall'Uisp.

Ma quella convenzione non esiste più. Il 5 febbraio '09 il presidente Uisp, Filippo Fossati, e il presidente Fidal, Francesco Arese, hanno sottoscritto una convenzione (simile nei contenuti a quella sottoscritta nell'aprile ‘08 dal presidente della Libertas e dal presidente Fidal) che ribalta la situazione precedente.

A propositi dell'organizzazione di manifestazioni, si legge all'allegato sub 1 al paragrafo 3. comma 3: “ Le società affiliate all'UISP, ma non alla FIDAL, interessate all'organizzazione di manifestazioni competitive-agonistiche (Allievi, Juniores, Promesse, Seniores e Masters) devono necessariamente se intendono prevedere la partecipazione di atleti tesserati solo alla FIDAL, ottenere l'affiliazione alla FIDAL e richiedere l'autorizzazione a far svolgere la manifestazione ……. versando le tasse previste dalle Norme Federali dell'anno in corso ”. E' chiarissimo: alle gare organizzate da società Uisp (ma vale anche per società di altri Enti) non possono partecipare, tra gli altri, atleti masters Fidal a meno che la società, già affiliata Uisp, non si affili anche alla Fidal e versi la relativa tassa di omologazione gara.

Diversa la posizione relativa agli amatori. E' scritto al paragrafo 3, comma 4: “ Per le manifestazioni riservate alle categorie dell'area promozionale (esordienti, ragazzi, cadetti, amatori ), i Comitati Regionali della FIDAL e i rappresentanti territoriali della UISP definiscono ….. i criteri e le disposizioni tecniche per la partecipazioni degli atleti ”. Non sono riuscito a trovare alcuna sub-convenzione a livello regionale. Quindi, se dovesse mancare un esplicito divieto, quest'ultime categorie, tra cui gli amatori, potrebbero gareggiare sia in manifestazioni Fidal che Uisp (o di qualunque altro Ente).

Stessi concetti li ritroviamo circa la partecipazione degli atleti alle gare (paragrafo 4). Al comma 2 si legge che “ La FIDAL e la UISP convengono di permettere la partecipazione all'attività promozionale dei propri atleti tesserati appartenenti alle seguenti categorie: Esordienti, Ragazzi, Cadetti, Amatori alle manifestazioni organizzate dall'uno o dall'altro ”. Quindi quest'ultime categorie, tra cui gli amatori, avevano pieno titolo a partecipare alla gara di sabato 9 luglio ad Amendola e a vedersi inseriti nella relativa classifica.

Posizione opposta per i masters Fidal. Al paragrafo 4, comma 3 è scritto: “ La FIDAL e l'UISP convengono che la partecipazione alle manifestazioni di atleti (Allievi, Juniores, Promesse, Seniores e Masters) è subordinata all'affiliazione FIDAL della Società organizzatrice” . Poiché non mi risulta che la Polisportiva “I Falchi” del 32° Stormo di Amendola sia affiliata alla Fidal, i masters Fidal ad Amendola non dovevano gareggiare. Piacciano o non piacciano, le regole federali in vigore sono queste.

Pertanto sbaglia due volte Giovanni Cotugno: 1°) definitosi referente tecnico della Uisp, aveva il dovere di conoscere la convenzione in atto tra la Uisp e la Fidal; 2°) assolve il comitato Fidal e invita a cercare altrove i colpevoli. E dove? A chi spetta far applicare i regolamenti Fidal se non ai componenti del comitato provinciale Fidal? Ricoprire una carica federale serve a questo: conoscere le disposizioni federali e farle applicare senza sconti per nessuno.

Oppure, si può legittimamente non essere d'accordo con questi regolamenti ma allora si rinuncia alla carica che si ricopre. Se qualche dirigente federale non fosse stato d'accordo con queste disposizioni, schierandosi a favore della libertà assoluta di ognuno di noi di poter gareggiare sempre e dovunque senza alcun vincolo, avrebbe dovuto dimettersi prima della gara di Amendola non dopo, a misfatto avvenuto.

Andiamo avanti. E' vero, caro Marco Mascaro, che noi affiliati a un Ente possiamo organizzare gare senza pagare la tassa di omologazione gara richiesta dalla Fidal. Solo che queste gare sono riservate solo ai tesserati agli Enti e non anche ai masters Fidal. Basta leggere la convenzione citata. Parli, Marco, di un circuito di gare promosso da Enti di promozione sportiva. Sei sicuro che siamo pronti? Sei sicuro che almeno una decina di società provinciali oggi affiliate alla Fidal, nel 2012 ne escano e lancino questo guanto di sfida alla Fidal affiliandosi a un qualunque Ente? Noi, I Podisti di Capitanata di Foggia l'abbiamo fatto ma ci sono altre società pronte a farlo? Tu, Marco, il prossimo anno continuerai a essere iscritto anche a una società Fidal? Per essere credibili dobbiamo far seguire alle parole i fatti, altrimenti è meglio non avanzare proposte che noi per primi non attueremo. Per finire, se gareggi al nord a gare Uisp è probabile che la società organizzatrice abbia versato la tassa di omologazione gara alla Fidal a meno che non si tratti di non competitive che, da quelle parti, abbondano.

Questo il quadro complessivo dei principali argomenti trattati. E' esercizio inutile lamentarsi della salute precaria del podismo di Capitanata se poi lo si snobba preferendo gare in regione al solo scopo di avere una tappa del Corripuglia (vero Giovanni Cotugno e Luigi Mansi?); non si possono fare errori grossolani come quelli di organizzare gare podistiche in località non marine di domenica pomeriggio, a giugno e luglio, e poi lamentarsi della scarsa partecipazione; non si possono suonare campane a morto per il CorrimagnaCapitanata senza chiedere conto agli ideatori del circuito parallelo, “Gargano da correre”.

Ricordiamoci che il podismo in Capitanata siamo noi, atleti, dirigenti, organizzatori. Se va male, è colpa nostra; se va bene, è merito nostro. Niente alibi per nessuno.

Senza una programmazione non conflittuale ma collaborativa, nell'interesse di tutti, non si va da nessuna parte. Siamo pronti a evitare altre accoppiate scellerate come quelle che abbiamo avuto a luglio (Amendola e S. Agata) e che avremo in agosto (Rignano e Monte S. Angelo, San Giovanni e S. Agata)? Perché, parliamoci chiaro, certi capolavori di programmazione accadono solo nella nostra provincia.

Basta lamentele. Basta piangersi addosso. Servono proposte condivise, scelte anche coraggiose, programmazione delle gare senza sovrapposizioni. Il podismo di Capitanata è nelle nostre mani, nella nostra testa e nel nostro cuore.

 

 

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